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	<title>Commenti a: L’indebitamento delle famiglie italiane</title>
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		<title>Di: Luisa Crisigiovanni</title>
		<link>http://www.consumatoridirittimercato.it/assicurazioni-banche-e-servizi-finanziari/lindebitamento-delle-famiglie-italiane/#comment-1069</link>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Crisigiovanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Nov 2013 12:11:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.consumatoridirittimercato.it/?p=2966#comment-1069</guid>
		<description><![CDATA[
	A nome della redazione di questa rivista preciso che per chiunque &#232; possibile commentare i pezzi pubblicati,&#160;perch&#233; il nostro obiettivo &#232; proprio favorire il dialogo tra le diverse parti ed aumentare la consapevolezza e la diffusione dei temi che hanno a che vedere con la tutela dei consumatori e dei loro diritti, affinch&#233; non restino lettera morta, si chiariscano dubbi interpretativi, si sviluppino sinergie. Non operiamo censure perch&#233; vogliamo un confronto e la possibilit&#224; di commento&#160;include, ovviamente,&#160;i&#160;componenti dello stesso comitato di redazione.
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		<content:encoded><![CDATA[<p>	A nome della redazione di questa rivista preciso che per chiunque &egrave; possibile commentare i pezzi pubblicati,&nbsp;perch&eacute; il nostro obiettivo &egrave; proprio favorire il dialogo tra le diverse parti ed aumentare la consapevolezza e la diffusione dei temi che hanno a che vedere con la tutela dei consumatori e dei loro diritti, affinch&eacute; non restino lettera morta, si chiariscano dubbi interpretativi, si sviluppino sinergie. Non operiamo censure perch&eacute; vogliamo un confronto e la possibilit&agrave; di commento&nbsp;include, ovviamente,&nbsp;i&nbsp;componenti dello stesso comitato di redazione.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Umberto Filotto</title>
		<link>http://www.consumatoridirittimercato.it/assicurazioni-banche-e-servizi-finanziari/lindebitamento-delle-famiglie-italiane/#comment-1021</link>
		<dc:creator><![CDATA[Umberto Filotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Nov 2013 17:52:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.consumatoridirittimercato.it/?p=2966#comment-1021</guid>
		<description><![CDATA[
	&#200; purtroppo un difetto comune del nostro Paese quello di alzare la voce, di usare toni enfatici per dissimulare la leggerezza dei propri argomenti; non sembra fare eccezione il commento precedente. Abbondano, infatti, gli aggettivi e le espressioni veementi (&#8220;Spregiudicati&#8221; &#8220;scellerati&#8221; &#8220;fornire la corda per strozzarsi&#8221; &#8220;cumulare voragini&#8221; &#8211; ma le voragini si cumulano? &#8211; &#8220;panico&#8221; etc.) ma mancano le controargomentazioni di sostanza&#160; ossia dati, elementi oggettivi, in una parola, i fatti.



	A seguire qualche semplice considerazione su alcuni passaggi del commento.



	&#200; vero, una famiglia su quattro &#232; indebitata; accade infatti che chi non ha grandi redditi o patrimoni familiari ricorra al credito per acquistare la casa, un&#8217;auto, beni di consumo di valore elevato potendo cos&#236; anticipare la fruizione del bene rispetto all&#8217;accumulazione di risparmio. Il ricorso ai finanziamenti riguarda molti di noi (incluso chi scrive) e non si pone solo per coloro i quali, beati loro, abbiano avuto la fortuna di ereditare dai genitori cospicui patrimoni ed in alcuni casi anche remunerative professioni e posizioni.



	Segue l&#8217;accusa alle banche di aver dato una stretta al credito fondiario ma, nello stesso tempo, di aver ampliato la concessione di crediti al consumo; non ci viene per&#242; spiegato perch&#233; le banche dovrebbero rinunciare ad un credito pi&#249; garantito, che assorbe meno capitale e risulta globalmente pi&#249; remunerativo per fare un credito meno garantito, pi&#249; rischioso e pi&#249; oneroso. Ma poi, se ci&#242; fosse vero, il credito al consumo dovrebbe crescere, non diminuire come invece accade.



	La successiva ampia arringa in materia di carte di credito appare un po&#8217; tardiva; sulle modalit&#224; di vendita richiamate si potrebbe lungamente argomentare,&#160; ma quello che qui rileva &#232; che tali modalit&#224; sono, comunque, impedite da una normativa in vigore da oltre tre anni ovvero dal D.Lgsl 141/2010.



	E veniamo a Monitorata, graziosamente qualificata come una foglia di fico. Innanzitutto si lamenta che non sia facilmente disponibile. Per la verit&#224; &#232; su internet all&#8217;indirizzo &lt;a href=&quot;http://www.monitorata.it&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.monitorata.it&lt;/a&gt; e risulta quindi accessibile in qualunque momento, da qualunque luogo e a costo zero. Il Prof. Vacc&#224; tuttavia deve avere avuto effettivamente delle difficolt&#224; a visitare il sito: non si spiega altrimenti perch&#233; lamenti l&#8217;assenza di alcune fondamentali voci di spesa nel conto economico delle famiglie ovvero le spese telefoniche (ma cosa si pensa che comprenda la voce &#8220;Comunicazione&#8221; prevista da Monitorata?), l&#8217;istruzione (ed allora a cosa si riferirebbe la voce &#8220;Tempo libero ed istruzione&#8221;?) le spese condominiali (che risultano dalla somma di voci che hanno un maggior grado di dettaglio come &#8220;riscaldamento&#8221;, &#8220;manutenzione&#8221;) e cos&#236; via.



	Infine una considerazione di stile. Quando ci &#232; stato richiesto dalla Redazione di scrivere un articolo per Consumatoridirittiemercato siamo stati informati che esso sarebbe stato incluso in una sezione che avrebbe compreso saggi sul medesimo tema di Anna Vizzari e di Consumer International. Abbiamo quindi formulato come unica richiesta che i tre pezzi fossero autonomi ovvero che uno non fosse la replica all&#8217;altro in quanto, poich&#233; il nostro articolo affrontava il tema da un punto di vista non allineato con quello della Rivista, sarebbe stato fin tropo facile per la Redazione, che ne aveva visibilit&#224; preventiva, farlo attaccare dagli altri Autori. Ci sono state fornite ampie assicurazioni ed infatti n&#233; Anna Vizzari n&#233; Consumer International replicano al nostro pezzo. Lo fa invece Cesare Vacc&#224;, che si firma Professore Associato a Milano Bicocca ma che &#232; anche, casualmente, Condirettore di questa Rivista.



	&#160;Distinti saluti



	Umberto Filotto, Professore Ordinario di Economia delle Aziende di Credito nell&#8217;Universit&#224; di Roma &#8220;Tor Vergata&#8221;
]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>	&Egrave; purtroppo un difetto comune del nostro Paese quello di alzare la voce, di usare toni enfatici per dissimulare la leggerezza dei propri argomenti; non sembra fare eccezione il commento precedente. Abbondano, infatti, gli aggettivi e le espressioni veementi (&ldquo;Spregiudicati&rdquo; &ldquo;scellerati&rdquo; &ldquo;fornire la corda per strozzarsi&rdquo; &ldquo;cumulare voragini&rdquo; &ndash; ma le voragini si cumulano? &ndash; &ldquo;panico&rdquo; etc.) ma mancano le controargomentazioni di sostanza&nbsp; ossia dati, elementi oggettivi, in una parola, i fatti.</p>
<p>	A seguire qualche semplice considerazione su alcuni passaggi del commento.</p>
<p>	&Egrave; vero, una famiglia su quattro &egrave; indebitata; accade infatti che chi non ha grandi redditi o patrimoni familiari ricorra al credito per acquistare la casa, un&rsquo;auto, beni di consumo di valore elevato potendo cos&igrave; anticipare la fruizione del bene rispetto all&rsquo;accumulazione di risparmio. Il ricorso ai finanziamenti riguarda molti di noi (incluso chi scrive) e non si pone solo per coloro i quali, beati loro, abbiano avuto la fortuna di ereditare dai genitori cospicui patrimoni ed in alcuni casi anche remunerative professioni e posizioni.</p>
<p>	Segue l&rsquo;accusa alle banche di aver dato una stretta al credito fondiario ma, nello stesso tempo, di aver ampliato la concessione di crediti al consumo; non ci viene per&ograve; spiegato perch&eacute; le banche dovrebbero rinunciare ad un credito pi&ugrave; garantito, che assorbe meno capitale e risulta globalmente pi&ugrave; remunerativo per fare un credito meno garantito, pi&ugrave; rischioso e pi&ugrave; oneroso. Ma poi, se ci&ograve; fosse vero, il credito al consumo dovrebbe crescere, non diminuire come invece accade.</p>
<p>	La successiva ampia arringa in materia di carte di credito appare un po&rsquo; tardiva; sulle modalit&agrave; di vendita richiamate si potrebbe lungamente argomentare,&nbsp; ma quello che qui rileva &egrave; che tali modalit&agrave; sono, comunque, impedite da una normativa in vigore da oltre tre anni ovvero dal D.Lgsl 141/2010.</p>
<p>	E veniamo a Monitorata, graziosamente qualificata come una foglia di fico. Innanzitutto si lamenta che non sia facilmente disponibile. Per la verit&agrave; &egrave; su internet all&rsquo;indirizzo <a href="http://www.monitorata.it" rel="nofollow">http://www.monitorata.it</a> e risulta quindi accessibile in qualunque momento, da qualunque luogo e a costo zero. Il Prof. Vacc&agrave; tuttavia deve avere avuto effettivamente delle difficolt&agrave; a visitare il sito: non si spiega altrimenti perch&eacute; lamenti l&rsquo;assenza di alcune fondamentali voci di spesa nel conto economico delle famiglie ovvero le spese telefoniche (ma cosa si pensa che comprenda la voce &ldquo;Comunicazione&rdquo; prevista da Monitorata?), l&rsquo;istruzione (ed allora a cosa si riferirebbe la voce &ldquo;Tempo libero ed istruzione&rdquo;?) le spese condominiali (che risultano dalla somma di voci che hanno un maggior grado di dettaglio come &ldquo;riscaldamento&rdquo;, &ldquo;manutenzione&rdquo;) e cos&igrave; via.</p>
<p>	Infine una considerazione di stile. Quando ci &egrave; stato richiesto dalla Redazione di scrivere un articolo per Consumatoridirittiemercato siamo stati informati che esso sarebbe stato incluso in una sezione che avrebbe compreso saggi sul medesimo tema di Anna Vizzari e di Consumer International. Abbiamo quindi formulato come unica richiesta che i tre pezzi fossero autonomi ovvero che uno non fosse la replica all&rsquo;altro in quanto, poich&eacute; il nostro articolo affrontava il tema da un punto di vista non allineato con quello della Rivista, sarebbe stato fin tropo facile per la Redazione, che ne aveva visibilit&agrave; preventiva, farlo attaccare dagli altri Autori. Ci sono state fornite ampie assicurazioni ed infatti n&eacute; Anna Vizzari n&eacute; Consumer International replicano al nostro pezzo. Lo fa invece Cesare Vacc&agrave;, che si firma Professore Associato a Milano Bicocca ma che &egrave; anche, casualmente, Condirettore di questa Rivista.</p>
<p>	&nbsp;Distinti saluti</p>
<p>	Umberto Filotto, Professore Ordinario di Economia delle Aziende di Credito nell&rsquo;Universit&agrave; di Roma &ldquo;Tor Vergata&rdquo;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: maria martello</title>
		<link>http://www.consumatoridirittimercato.it/assicurazioni-banche-e-servizi-finanziari/lindebitamento-delle-famiglie-italiane/#comment-998</link>
		<dc:creator><![CDATA[maria martello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Nov 2013 10:10:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.consumatoridirittimercato.it/?p=2966#comment-998</guid>
		<description><![CDATA[
	Negli ultimi anni il panorama delle nostre citt&#224; &#232; mutato per l&#8217;ossessiva presenza dei &#8220;compro oro&#8221;: si tratta dell&#8217;ascesa di un nuovo &lt;em&gt;business&lt;/em&gt; che ha suscitato l&#8217;interesse non solo di chi osserva i fenomeni di costume, ma anche della Guardia di finanza, che in pi&#249; di una occasione ha squarciato il velo mostrando &#8211;talvolta- inquietanti casi di contiguit&#224; con la criminalit&#224; organizzata, oltre che di evasione fiscale di amplissima portata.



	Non mi sembrano necessari molti giri di parole per affermare che, se si giunge a vendere per cifre generalmente irrisorie ricordi personali e di famiglia &#232; accaduto qualcosa che in precedenza non si manifestava con tanta virulenza.



	Il monte di piet&#224; &#232; sempre esistito, ma impegnare i gioielli non rappresentava &#8211;fortunatamente- un fenomeno di massa.



	Forse non sempre la decisione di privarsi dei preziosi si associa necessariamente all&#8217;indebitamento, ma certamente non depone a favore delle condizioni economiche delle famiglie.



	Ma vi &#232; di pi&#249;: un altro tipo di punti di vendita va viepi&#249; diffondendosi in tutto il territorio nazionale, si tratta dei magazzini ove &#232; possibile porre in vendita ogni sorta di bene, ripartendo il ricavato fra i proprietari ed i gestori, che operano quali mandatari dei primi.



	Addirittura due reti di &lt;em&gt;franchising&lt;/em&gt; sono in continuo sviluppo, a conferma della floridit&#224; del settore.



	Oggetti di arredamento, capi di abbigliamento, anche pezzi di antiquariato, elettrodomestici, libri, dischi, servizi di porcellana e di cristallo, argenterie, ogni giorno passano di mano a prezzi generalmente molto bassi.



	Negli Stati uniti &lt;em&gt;garden sale&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;garage sale&lt;/em&gt; sono sempre stati presenti, ma alla stregua di iniziative individuali, generalmente legate a traslochi o trasferimenti da una citt&#224; ad un&#8217;altra, magari molto distante, s&#236; da rendere non conveniente il trasporto di troppi oggetti.



	Da noi &#232; lecito, invece, sospettare che, dato fondo ai preziosi di famiglia, si inizi a cercare in casa ogni cosa, non indispensabile, che consenta di realizzare quanto possa contribuire a tamponare le falle aperte da una crisi ormai gravissima.



	Forse, lo ripeto, non vi &#232; una diretta correlazione con l&#8217;indebitamento, ma certamente ci&#242; rappresenta un&#8217;altra faccia della medesima situazione che vede costantemente degradare il livello della qualit&#224; della vita di troppe famiglie.



	&#160;



	Maria Martello



	Psicologa, Giudice onorario della Corte d&#8217;appello di Milano, sez. minori
]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>	Negli ultimi anni il panorama delle nostre citt&agrave; &egrave; mutato per l&rsquo;ossessiva presenza dei &ldquo;compro oro&rdquo;: si tratta dell&rsquo;ascesa di un nuovo <em>business</em> che ha suscitato l&rsquo;interesse non solo di chi osserva i fenomeni di costume, ma anche della Guardia di finanza, che in pi&ugrave; di una occasione ha squarciato il velo mostrando &ndash;talvolta- inquietanti casi di contiguit&agrave; con la criminalit&agrave; organizzata, oltre che di evasione fiscale di amplissima portata.</p>
<p>	Non mi sembrano necessari molti giri di parole per affermare che, se si giunge a vendere per cifre generalmente irrisorie ricordi personali e di famiglia &egrave; accaduto qualcosa che in precedenza non si manifestava con tanta virulenza.</p>
<p>	Il monte di piet&agrave; &egrave; sempre esistito, ma impegnare i gioielli non rappresentava &ndash;fortunatamente- un fenomeno di massa.</p>
<p>	Forse non sempre la decisione di privarsi dei preziosi si associa necessariamente all&rsquo;indebitamento, ma certamente non depone a favore delle condizioni economiche delle famiglie.</p>
<p>	Ma vi &egrave; di pi&ugrave;: un altro tipo di punti di vendita va viepi&ugrave; diffondendosi in tutto il territorio nazionale, si tratta dei magazzini ove &egrave; possibile porre in vendita ogni sorta di bene, ripartendo il ricavato fra i proprietari ed i gestori, che operano quali mandatari dei primi.</p>
<p>	Addirittura due reti di <em>franchising</em> sono in continuo sviluppo, a conferma della floridit&agrave; del settore.</p>
<p>	Oggetti di arredamento, capi di abbigliamento, anche pezzi di antiquariato, elettrodomestici, libri, dischi, servizi di porcellana e di cristallo, argenterie, ogni giorno passano di mano a prezzi generalmente molto bassi.</p>
<p>	Negli Stati uniti <em>garden sale</em> e <em>garage sale</em> sono sempre stati presenti, ma alla stregua di iniziative individuali, generalmente legate a traslochi o trasferimenti da una citt&agrave; ad un&rsquo;altra, magari molto distante, s&igrave; da rendere non conveniente il trasporto di troppi oggetti.</p>
<p>	Da noi &egrave; lecito, invece, sospettare che, dato fondo ai preziosi di famiglia, si inizi a cercare in casa ogni cosa, non indispensabile, che consenta di realizzare quanto possa contribuire a tamponare le falle aperte da una crisi ormai gravissima.</p>
<p>	Forse, lo ripeto, non vi &egrave; una diretta correlazione con l&rsquo;indebitamento, ma certamente ci&ograve; rappresenta un&rsquo;altra faccia della medesima situazione che vede costantemente degradare il livello della qualit&agrave; della vita di troppe famiglie.</p>
<p>	&nbsp;</p>
<p>	Maria Martello</p>
<p>	Psicologa, Giudice onorario della Corte d&rsquo;appello di Milano, sez. minori</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: cesare vaccà</title>
		<link>http://www.consumatoridirittimercato.it/assicurazioni-banche-e-servizi-finanziari/lindebitamento-delle-famiglie-italiane/#comment-898</link>
		<dc:creator><![CDATA[cesare vaccà]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Oct 2013 17:57:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.consumatoridirittimercato.it/?p=2966#comment-898</guid>
		<description><![CDATA[
	Questo quadro, ispirato ad ottimismo e volto ad alimentare ottimismo, legittima, a mio avviso, alcune osservazioni.



	Innanzitutto non sembra da sottovalutarsi il dato che una famiglia italiana su quattro sia indebitata, pur trattandosi di un valore inferiore alla media europea.



	Le chiavi di lettura possono essere diverse da quella &#8211;proposta dagli Autori- della &#8216;tradizionale cautela&#8217; riscontrabile nel nostro Paese nei confronti dell&#8217;indebitamento.



	La contrazione del ricorso al credito, riconosciuta dagli Autori stessi e da loro attribuita ai &#8216;comportamenti cauti di domanda e offerta&#8217;, pu&#242;, in realt&#224;, ben attribuirsi al drastico giro di vite del sistema bancario nella concessione di crediti fondiari; al contempo -se pur in relazione a valori ben diversi- sempre pi&#249; spregiudicata appare la concessione di crediti al consumo anche a chi ben si guarda dal richiederli.



	La scellerata pratica del rilascio delle carte di credito cosiddette &#8216;revolving&#8217; &#232; ben nota, e chi scrive ha avuto modo di seguire professionalmente penosissimi casi umani dalle caratteristiche identiche a quelle cos&#236; bene descritte nel bel film del 2011 &lt;em&gt;Tutti i nostri desideri&lt;/em&gt;, di Philippe Lioret che meriterebbe una grande diffusione a fini didattici e formativi.



	Coloro i quali richiedono un piccolo credito al consumo si vedono recapitare a casa, dopo qualche tempo, una carta di credito della quale sono totalmente ignote le modalit&#224; d&#8217;uso, l&#8217;importo degli interessi praticati, le conseguenze che attendono al varco gli utilizzatori.



	L&#8217;attivazione della carta ha luogo mediante la chiamata di un numero verde, cos&#236; stipulando un contratto &#8216;in bianco&#8217;, senza disporre di alcuna informazione.



	In altri termini, i nominativi di chi ha richiesto qualche centinaio di euro di finanziamento alimentano una vera e propria &#039;banca dati del bisogno&#039;, utilizzata,&#160;in modo a dir poco spregiudicato, per porre nelle mani di costoro&#160; una carta di credito che alimenta il sogno di disporre di un credito mensile di 300, 400, 500 euro.



	In altri parole, a chi non &#232; in grado di far fronte con i propri redditi neppure a modeste spese extra bilancio, &#232; fornita la corda per strozzarsi da s&#233;, cosa che avviene, di regola, abbastanza rapidamente cumulando voragini non pi&#249; sostenibili di qualche migliaio di euro.



	Solo a quel punto il rubinetto viene chiuso ed iniziano minacciose telefonate, lettere di studi legali e, finanche, l&#8217;invio di scritti dalla forma di atti pseudo giudiziari atti a generare il panico negli sprovveduti debitori.



	Tutto senza che vi sia stata neppure una preventiva e seria analisi della solvibilit&#224; degli stessi.



	E&#8217; del tutto inutile, ed appare quasi alla stregua di una mera foglia di fico affermare che con &#8220;&lt;a href=&quot;http://www.monitorata.it/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;www.monitorata.it&lt;/a&gt;&#8221; si &#232; posto a disposizione del cittadino &#8220;&lt;em&gt;uno strumento di educazione finanziaria online, gratuito, anonimo, indipendente e svincolato da ogni offerta commerciale, con il quale ciascun cittadino pu&#242; compiere un&#8217;analisi accurata e approfondita della propria condizione finanziaria&lt;/em&gt;&#8221;: innanzitutto, infatti, detto strumento non &#232; reso accessibile nel momento e con le modalit&#224; efficaci; in secondo luogo in questo elementare strumento &#232; anche carente l&#8217;elenco delle voci di spesa da considerare: mancano, ad esempio, quelle telefoniche, condominiali, sanitarie, dell&#8217;istruzione, ecc.



	In definitiva, non &#232; enfatizzando la presunta &#8216;cautela&#8217; del cittadino che pu&#242; impostarsi un serio discorso sull&#8217;indebitamento, del quale &#232; anche opportuno&#160;approfondire le componenti emotive: si veda, ad esempio, l&#8217;interessante &lt;em&gt;Prospettive di psicologia economica&lt;/em&gt;. &lt;em&gt;Le decisioni sul denaro nella vita quotidiana delle famiglie&lt;/em&gt;, a cura di: S. Zappal&#224; e G. Sarchielli, Edizioni Guerini e Associati, 2001.



	cesare vacc&#224;



	professore associato di &lt;em&gt;Istituzioni di diritto privato &lt;/em&gt;nell&#039;Universit&#224; degli Studi di Milano-Bicocca, avvocato



	&#160;



	&#160;



	&#160;
]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>	Questo quadro, ispirato ad ottimismo e volto ad alimentare ottimismo, legittima, a mio avviso, alcune osservazioni.</p>
<p>	Innanzitutto non sembra da sottovalutarsi il dato che una famiglia italiana su quattro sia indebitata, pur trattandosi di un valore inferiore alla media europea.</p>
<p>	Le chiavi di lettura possono essere diverse da quella &ndash;proposta dagli Autori- della &lsquo;tradizionale cautela&rsquo; riscontrabile nel nostro Paese nei confronti dell&rsquo;indebitamento.</p>
<p>	La contrazione del ricorso al credito, riconosciuta dagli Autori stessi e da loro attribuita ai &lsquo;comportamenti cauti di domanda e offerta&rsquo;, pu&ograve;, in realt&agrave;, ben attribuirsi al drastico giro di vite del sistema bancario nella concessione di crediti fondiari; al contempo -se pur in relazione a valori ben diversi- sempre pi&ugrave; spregiudicata appare la concessione di crediti al consumo anche a chi ben si guarda dal richiederli.</p>
<p>	La scellerata pratica del rilascio delle carte di credito cosiddette &lsquo;revolving&rsquo; &egrave; ben nota, e chi scrive ha avuto modo di seguire professionalmente penosissimi casi umani dalle caratteristiche identiche a quelle cos&igrave; bene descritte nel bel film del 2011 <em>Tutti i nostri desideri</em>, di Philippe Lioret che meriterebbe una grande diffusione a fini didattici e formativi.</p>
<p>	Coloro i quali richiedono un piccolo credito al consumo si vedono recapitare a casa, dopo qualche tempo, una carta di credito della quale sono totalmente ignote le modalit&agrave; d&rsquo;uso, l&rsquo;importo degli interessi praticati, le conseguenze che attendono al varco gli utilizzatori.</p>
<p>	L&rsquo;attivazione della carta ha luogo mediante la chiamata di un numero verde, cos&igrave; stipulando un contratto &lsquo;in bianco&rsquo;, senza disporre di alcuna informazione.</p>
<p>	In altri termini, i nominativi di chi ha richiesto qualche centinaio di euro di finanziamento alimentano una vera e propria &#039;banca dati del bisogno&#039;, utilizzata,&nbsp;in modo a dir poco spregiudicato, per porre nelle mani di costoro&nbsp; una carta di credito che alimenta il sogno di disporre di un credito mensile di 300, 400, 500 euro.</p>
<p>	In altri parole, a chi non &egrave; in grado di far fronte con i propri redditi neppure a modeste spese extra bilancio, &egrave; fornita la corda per strozzarsi da s&eacute;, cosa che avviene, di regola, abbastanza rapidamente cumulando voragini non pi&ugrave; sostenibili di qualche migliaio di euro.</p>
<p>	Solo a quel punto il rubinetto viene chiuso ed iniziano minacciose telefonate, lettere di studi legali e, finanche, l&rsquo;invio di scritti dalla forma di atti pseudo giudiziari atti a generare il panico negli sprovveduti debitori.</p>
<p>	Tutto senza che vi sia stata neppure una preventiva e seria analisi della solvibilit&agrave; degli stessi.</p>
<p>	E&rsquo; del tutto inutile, ed appare quasi alla stregua di una mera foglia di fico affermare che con &ldquo;<a href="http://www.monitorata.it/" rel="nofollow">http://www.monitorata.it</a>&rdquo; si &egrave; posto a disposizione del cittadino &ldquo;<em>uno strumento di educazione finanziaria online, gratuito, anonimo, indipendente e svincolato da ogni offerta commerciale, con il quale ciascun cittadino pu&ograve; compiere un&rsquo;analisi accurata e approfondita della propria condizione finanziaria</em>&rdquo;: innanzitutto, infatti, detto strumento non &egrave; reso accessibile nel momento e con le modalit&agrave; efficaci; in secondo luogo in questo elementare strumento &egrave; anche carente l&rsquo;elenco delle voci di spesa da considerare: mancano, ad esempio, quelle telefoniche, condominiali, sanitarie, dell&rsquo;istruzione, ecc.</p>
<p>	In definitiva, non &egrave; enfatizzando la presunta &lsquo;cautela&rsquo; del cittadino che pu&ograve; impostarsi un serio discorso sull&rsquo;indebitamento, del quale &egrave; anche opportuno&nbsp;approfondire le componenti emotive: si veda, ad esempio, l&rsquo;interessante <em>Prospettive di psicologia economica</em>. <em>Le decisioni sul denaro nella vita quotidiana delle famiglie</em>, a cura di: S. Zappal&agrave; e G. Sarchielli, Edizioni Guerini e Associati, 2001.</p>
<p>	cesare vacc&agrave;</p>
<p>	professore associato di <em>Istituzioni di diritto privato </em>nell&#039;Universit&agrave; degli Studi di Milano-Bicocca, avvocato</p>
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