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	<title>Commenti a: Condominio e ambiente</title>
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		<title>Di: Maurizio</title>
		<link>https://www.consumatoridirittimercato.it/ambiente-e-sostenibilita/condominio-e-ambiente/#comment-21790</link>
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Dec 2015 02:25:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
	Vorrei che fossero messi in evidenza alcuni aspetti legali trascurati in questo obbligo imposto in maniera indiscriminata.



	1) il DPR 59 del 2 aprile del 2009 (art.4) dice esplicitamente che i dispositivi utilizzati per il calcolo delle bollette devono avere una incertezza al massimo del 5% (che &#232; poi la direttiva MID); per i ripartitori le case non dichiarano nulla (ovviamente non possono dato che nel calcolo del calore consumato rientrano fattori difficilmente valutabili); l&#039;unica certificazione disponibile &#232; quella dell&#039;INRIM nella persona dell&#039;ing. Ficco, che dichiara una incertezza compresa tra il 10 e il 20%, con punte del 40%; quindi l&#039;uso dei ripartitori non &#232; legale, pur essendo ammessi nelle varie ordinanze regionali.



	2) I vecchi edifici non prevedono una coibentazione adeguata tra appartamenti adiacenti, supponendo uguale temperatura in tutto l&#039;edificio; quella ufficialmente ammessa per consentire un sufficiente disaccoppiamento termico &#232; di 0,8 W/mqK mentre nei vecchi edifici va oltre i 2 W/mqK; quindi anche qui si genera una illegalit&#224; consentendo furti di calore.



	3) se un condominio &#232; ben bilanciato e la centralina climatica &#232; scrupolosamente regolata in modo da mantenere rigorosamente i 20+2 &#176;C con qualunque condizione climatica e con finestre chiuse, &#232; impossibile ottenere un risparmio con la contabilizzazione, a meno che qualcuno non spenga approfittando del furto di calore dagli appartamenti adiacenti (cosa profondamente ingiusta)



	4) Premesso ci&#242; si rientra facilmente nel &quot;non tecnicamente possibile&quot; e nel &quot;non efficiente in termini di costi&quot;, quindi si pu&#242; evitare l&#039;installazione di tali sistemi che hanno tutto il sapore di una delle solite truffette all&#039;Italiana.
]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>	Vorrei che fossero messi in evidenza alcuni aspetti legali trascurati in questo obbligo imposto in maniera indiscriminata.</p>
<p>	1) il DPR 59 del 2 aprile del 2009 (art.4) dice esplicitamente che i dispositivi utilizzati per il calcolo delle bollette devono avere una incertezza al massimo del 5% (che &egrave; poi la direttiva MID); per i ripartitori le case non dichiarano nulla (ovviamente non possono dato che nel calcolo del calore consumato rientrano fattori difficilmente valutabili); l&#039;unica certificazione disponibile &egrave; quella dell&#039;INRIM nella persona dell&#039;ing. Ficco, che dichiara una incertezza compresa tra il 10 e il 20%, con punte del 40%; quindi l&#039;uso dei ripartitori non &egrave; legale, pur essendo ammessi nelle varie ordinanze regionali.</p>
<p>	2) I vecchi edifici non prevedono una coibentazione adeguata tra appartamenti adiacenti, supponendo uguale temperatura in tutto l&#039;edificio; quella ufficialmente ammessa per consentire un sufficiente disaccoppiamento termico &egrave; di 0,8 W/mqK mentre nei vecchi edifici va oltre i 2 W/mqK; quindi anche qui si genera una illegalit&agrave; consentendo furti di calore.</p>
<p>	3) se un condominio &egrave; ben bilanciato e la centralina climatica &egrave; scrupolosamente regolata in modo da mantenere rigorosamente i 20+2 &deg;C con qualunque condizione climatica e con finestre chiuse, &egrave; impossibile ottenere un risparmio con la contabilizzazione, a meno che qualcuno non spenga approfittando del furto di calore dagli appartamenti adiacenti (cosa profondamente ingiusta)</p>
<p>	4) Premesso ci&ograve; si rientra facilmente nel &quot;non tecnicamente possibile&quot; e nel &quot;non efficiente in termini di costi&quot;, quindi si pu&ograve; evitare l&#039;installazione di tali sistemi che hanno tutto il sapore di una delle solite truffette all&#039;Italiana.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Terenzio Angelo VALENTINO</title>
		<link>https://www.consumatoridirittimercato.it/ambiente-e-sostenibilita/condominio-e-ambiente/#comment-20578</link>
		<dc:creator><![CDATA[Terenzio Angelo VALENTINO]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2015 13:11:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.consumatoridirittimercato.it/?p=3743#comment-20578</guid>
		<description><![CDATA[
	vorrei&#160; precisare che non sono a favore di coefficienti correttivi ma di analizzare il fabbisogno energetico di ogni singola unit&#224; immobiliare (attraverso una diagnosi energetica)&#160; &#160;riportare i valori di dispersione di ogni abitazione, a un valore medio calcolato &#160;tra i pi&#249; favoriti degli appartamenti generalmente di interpiano, per esempio con un valore in ragione del +/- 10%, cosi da livellare a un consumo medio &#160;teorico quasi uguale per tutte le unit&#224; immobiliari. Questo tipo di soluzione la ritengo indispensabile per gli edifici costruiti prima del 1976 in quanto non progettati con criteri di contenimento di consumo energetico.&#160; Le normative in vigore sul contenimento dei consumi energetici sono a favore dei consumatori non dallo stato che ha una tassazione di oltre 70% sul costo dell&#039;energia, se on fosse stato per la Comunit&#224; Economica Europea saremmo rimasti alla situazione antecedente al 1976. Gli interventi di riqualificazione energetica sono investimenti collettivi che se ben ponderati e realizzati porteranno dei benefici economici medio e lungo termine. Essere consapevole delle proprie spese e poterle controllare sono un diritto di tutti i consumatori, provate a vedere perche spesso ove vi &#232; il teleriscaldamento e le&#160; case sono molto calde, in particolare ove non vi &#232; la contabilizzazione, perch&#233; la societ&#224; che gestisce il teleriscaldamento ricava notevoli guadagni ella produzione di energia elettrica sovrascaldando gli edifici . Leggere le normative sulla contabilizzazione solo come balzelli burocratici per far spendere dei soldi ai cittadini non &#232; proprio cos&#236;, ma proprio per tutelare&#160; ogni utente di sapere quanto consuma la propria abitazione e farsi sottrarre &quot;energia&quot;&#160; a vantaggio di oculate e ben preparate societ&#224; di gestione nascondendo nel fumo dei consumi lauti guadagni a scapito anche dell&#039;ambiente.
]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>	vorrei&nbsp; precisare che non sono a favore di coefficienti correttivi ma di analizzare il fabbisogno energetico di ogni singola unit&agrave; immobiliare (attraverso una diagnosi energetica)&nbsp; &nbsp;riportare i valori di dispersione di ogni abitazione, a un valore medio calcolato &nbsp;tra i pi&ugrave; favoriti degli appartamenti generalmente di interpiano, per esempio con un valore in ragione del +/- 10%, cosi da livellare a un consumo medio &nbsp;teorico quasi uguale per tutte le unit&agrave; immobiliari. Questo tipo di soluzione la ritengo indispensabile per gli edifici costruiti prima del 1976 in quanto non progettati con criteri di contenimento di consumo energetico.&nbsp; Le normative in vigore sul contenimento dei consumi energetici sono a favore dei consumatori non dallo stato che ha una tassazione di oltre 70% sul costo dell&#039;energia, se on fosse stato per la Comunit&agrave; Economica Europea saremmo rimasti alla situazione antecedente al 1976. Gli interventi di riqualificazione energetica sono investimenti collettivi che se ben ponderati e realizzati porteranno dei benefici economici medio e lungo termine. Essere consapevole delle proprie spese e poterle controllare sono un diritto di tutti i consumatori, provate a vedere perche spesso ove vi &egrave; il teleriscaldamento e le&nbsp; case sono molto calde, in particolare ove non vi &egrave; la contabilizzazione, perch&eacute; la societ&agrave; che gestisce il teleriscaldamento ricava notevoli guadagni ella produzione di energia elettrica sovrascaldando gli edifici . Leggere le normative sulla contabilizzazione solo come balzelli burocratici per far spendere dei soldi ai cittadini non &egrave; proprio cos&igrave;, ma proprio per tutelare&nbsp; ogni utente di sapere quanto consuma la propria abitazione e farsi sottrarre &quot;energia&quot;&nbsp; a vantaggio di oculate e ben preparate societ&agrave; di gestione nascondendo nel fumo dei consumi lauti guadagni a scapito anche dell&#039;ambiente.</p>
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	<item>
		<title>Di: Antonio Romano</title>
		<link>https://www.consumatoridirittimercato.it/ambiente-e-sostenibilita/condominio-e-ambiente/#comment-20428</link>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Romano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2015 15:57:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.consumatoridirittimercato.it/?p=3743#comment-20428</guid>
		<description><![CDATA[
	Gentile lettore, La questione evidenziata nel Suo commento &#232; certamente rilevante e, come avr&#224; letto nel paragrafo conclusivo dell&#039;articolo, si tratta di una preoccupazione che condividiamo pienamente e che viene ripresa anche nell&#039;articolo dal titolo &quot;Quanto caldo? Decido io forse&quot;&#160;pubblicato nella rivista di Altroconsumo &quot;Soldi e Diritti&quot; di questo mese.



	Tra l&#039;altro occorre considerare che non esiste uno strumento giuridico per imporre al condominio l&#8217;esecuzione di opere di miglioramento delle prestazioni dell&#8217;involucro dell&#8217;edificio dal punto di vista della riduzione della trasmittanza termica delle componenti opache (tetto/facciata): il nostro ordinamento prevede ora solo maggioranze ridotte per l&#8217;approvazione di tali opere (voto favorevole della maggioranza dei presenti in assemblea che rappresentino almeno 500/1000) ed incentivi fiscali.



	In verit&#224;, nella norma tecnica UNI 10200/2013 si tiene conto della circostanza che vi siano dispersioni nel sistema edifico/impianto che possono determinare consumi &#8220;involontari&#8221;.



	La norma UNI nella sua pi&#249; recente evoluzione (2013) considera infatti la necessit&#224; di procedere alla stima del consumo involontario dovuto alle dispersioni della rete di distribuzione; questa stima pu&#242; essere fatta seguendo le specifiche tecniche della norma UNI/Ts 11300 sulle prestazioni energetiche degli edifici, ma la norma UNI 10200 consente in alternativa un calcolo semplificato con l&#039;utilizzo di coefficienti che attribuiscono valori prestabiliti al consumo involontario.



	La soluzione da Lei proposta e quindi l&#8217;adozione di &#8220;correttivi&#8221;, lasciando all&#8217;assemblea la determinazione di quali sia opportuno adottare, era in effetti una strategia ritenuta praticabile ed i coefficienti di ponderazione elaborati dall&#8217;Ufficio Federale Svizzero per l&#8217;Energia in una nota pubblicazione del 2004 erano talvolta applicati in ambito condominiale.



	Tuttavia, la recente entrata in vigore del D. Lgs. 102/14 porta a considerare che tale meccanismo non sia corretto.



	Questo non significa per&#242; che le dispersioni del sistema edificio/impianto non debbano essere considerate, ma la valutazione delle dispersioni deve avvenire solo ed unicamente attraverso il meccanismo di calcolo di cui alla normativa tecnica.
]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>	Gentile lettore, La questione evidenziata nel Suo commento &egrave; certamente rilevante e, come avr&agrave; letto nel paragrafo conclusivo dell&#039;articolo, si tratta di una preoccupazione che condividiamo pienamente e che viene ripresa anche nell&#039;articolo dal titolo &quot;Quanto caldo? Decido io forse&quot;&nbsp;pubblicato nella rivista di Altroconsumo &quot;Soldi e Diritti&quot; di questo mese.</p>
<p>	Tra l&#039;altro occorre considerare che non esiste uno strumento giuridico per imporre al condominio l&rsquo;esecuzione di opere di miglioramento delle prestazioni dell&rsquo;involucro dell&rsquo;edificio dal punto di vista della riduzione della trasmittanza termica delle componenti opache (tetto/facciata): il nostro ordinamento prevede ora solo maggioranze ridotte per l&rsquo;approvazione di tali opere (voto favorevole della maggioranza dei presenti in assemblea che rappresentino almeno 500/1000) ed incentivi fiscali.</p>
<p>	In verit&agrave;, nella norma tecnica UNI 10200/2013 si tiene conto della circostanza che vi siano dispersioni nel sistema edifico/impianto che possono determinare consumi &ldquo;involontari&rdquo;.</p>
<p>	La norma UNI nella sua pi&ugrave; recente evoluzione (2013) considera infatti la necessit&agrave; di procedere alla stima del consumo involontario dovuto alle dispersioni della rete di distribuzione; questa stima pu&ograve; essere fatta seguendo le specifiche tecniche della norma UNI/Ts 11300 sulle prestazioni energetiche degli edifici, ma la norma UNI 10200 consente in alternativa un calcolo semplificato con l&#039;utilizzo di coefficienti che attribuiscono valori prestabiliti al consumo involontario.</p>
<p>	La soluzione da Lei proposta e quindi l&rsquo;adozione di &ldquo;correttivi&rdquo;, lasciando all&rsquo;assemblea la determinazione di quali sia opportuno adottare, era in effetti una strategia ritenuta praticabile ed i coefficienti di ponderazione elaborati dall&rsquo;Ufficio Federale Svizzero per l&rsquo;Energia in una nota pubblicazione del 2004 erano talvolta applicati in ambito condominiale.</p>
<p>	Tuttavia, la recente entrata in vigore del D. Lgs. 102/14 porta a considerare che tale meccanismo non sia corretto.</p>
<p>	Questo non significa per&ograve; che le dispersioni del sistema edificio/impianto non debbano essere considerate, ma la valutazione delle dispersioni deve avvenire solo ed unicamente attraverso il meccanismo di calcolo di cui alla normativa tecnica.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Terenzio Angelo VALENTINO</title>
		<link>https://www.consumatoridirittimercato.it/ambiente-e-sostenibilita/condominio-e-ambiente/#comment-20418</link>
		<dc:creator><![CDATA[Terenzio Angelo VALENTINO]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2015 04:47:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.consumatoridirittimercato.it/?p=3743#comment-20418</guid>
		<description><![CDATA[
	Salve volevo evidenziare una problematica tecnico economica che sta emergendo nei condomini nell&#039;obbiligo della contabilizzazione individuale negli edifici&#160;con impianto centralizzato. &#160;Ho rilevato che le abitazioni degli ultimi piani e dei piani terra-rialzati lamentano una difficolt&#224; di&#160;riscaldarsi ai valori minimi previsti di legge di 20&#176; bench&#232; le valvole del termosifone sono posizionate sul valore massimo ovvero a 5. Questo si verifica spesso negli edifici costruiti anteriormente al 1976, a seguito della mancanza assoluta di isolamento sulla copertura e nelle cantine, tali edifici prima del 1976 non vigeva l&#039;obbligo di &quot;isolare&quot;&#160; termicamente le unit&#224; immobiliari. &#160;In caso di intervento di installazione della contabilizzazione del condominio, in tali edifici sarebbe opportuno che il tecnico e o la normativa desse ai condomini sfavoriti di avere un contributo da tutti i condomini che ne traggono beneficio sull&#039;intervento di contabilizzazione (generalmente il condominio globalmente spende dal 10 al 20% in meno di riscaldamento) per &quot;aiutare&quot; economicamente i condomini pi&#249; sfavoriti&#160; a raggiungere almeno i valori medi minimi di isolamento delle unit&#224; immobiliari dei piani intermedi . Tale intervento &#232; opportuno per la logica del condominio che dovrebbe &quot;socializzare i problemi (costi)&quot; per &quot;individualizzare i frutti (minor spesa per i singoli)&quot; con interventi comuni a favore di tutti. Dopo tutto i millesimi di propriet&#224; successivamente agli interveti di contabilizzazione non variano, ma i condomini che si ritrovano nelle condizioni sfavorite non solo andranno a pagare di pi&#249; le spese di riscaldamento ma subiranno una svalutazione netta del proprio bene immobiliare a favore dei piani intermedi. Pertanto sarebbe auspicabile che il buon senso e un oggettiva valutazione tecnica degli interventi atti a migliorare i consumi energetici per un minor costo e inquinamento collettivo possa a tutti portare dei vantaggi. Terenzio Angelo VALENTINO
]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>	Salve volevo evidenziare una problematica tecnico economica che sta emergendo nei condomini nell&#039;obbiligo della contabilizzazione individuale negli edifici&nbsp;con impianto centralizzato. &nbsp;Ho rilevato che le abitazioni degli ultimi piani e dei piani terra-rialzati lamentano una difficolt&agrave; di&nbsp;riscaldarsi ai valori minimi previsti di legge di 20&deg; bench&egrave; le valvole del termosifone sono posizionate sul valore massimo ovvero a 5. Questo si verifica spesso negli edifici costruiti anteriormente al 1976, a seguito della mancanza assoluta di isolamento sulla copertura e nelle cantine, tali edifici prima del 1976 non vigeva l&#039;obbligo di &quot;isolare&quot;&nbsp; termicamente le unit&agrave; immobiliari. &nbsp;In caso di intervento di installazione della contabilizzazione del condominio, in tali edifici sarebbe opportuno che il tecnico e o la normativa desse ai condomini sfavoriti di avere un contributo da tutti i condomini che ne traggono beneficio sull&#039;intervento di contabilizzazione (generalmente il condominio globalmente spende dal 10 al 20% in meno di riscaldamento) per &quot;aiutare&quot; economicamente i condomini pi&ugrave; sfavoriti&nbsp; a raggiungere almeno i valori medi minimi di isolamento delle unit&agrave; immobiliari dei piani intermedi . Tale intervento &egrave; opportuno per la logica del condominio che dovrebbe &quot;socializzare i problemi (costi)&quot; per &quot;individualizzare i frutti (minor spesa per i singoli)&quot; con interventi comuni a favore di tutti. Dopo tutto i millesimi di propriet&agrave; successivamente agli interveti di contabilizzazione non variano, ma i condomini che si ritrovano nelle condizioni sfavorite non solo andranno a pagare di pi&ugrave; le spese di riscaldamento ma subiranno una svalutazione netta del proprio bene immobiliare a favore dei piani intermedi. Pertanto sarebbe auspicabile che il buon senso e un oggettiva valutazione tecnica degli interventi atti a migliorare i consumi energetici per un minor costo e inquinamento collettivo possa a tutti portare dei vantaggi. Terenzio Angelo VALENTINO</p>
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