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	<title>Commenti a: Un regolamento comunitario di applicazione facoltativa sulla vendita</title>
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	<description>Consumer policy on line</description>
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		<title>Di: Luisa Crisigiovanni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luisa Crisigiovanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jun 2013 11:46:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
	Perch&#233; on Berlinguer? Si, la domanda che&#160;pongo al legislatore &#232; proprio perch&#232;,&#160;a cosa e a chi serve uno strumento opzionale?&#160;Non certo ad avere regole uniformi per&#160;le comprovendite nel&#160;mercato interno, perch&#233; per questo c&#039;&#232; gi&#224; una direttiva sui diritti dei consumatori 83/2011 che armonizzer&#224; aspetti chiave per&#160;i contratti a distanza sul diritto di recesso, l&#039;informativa pre-contrattuale, la consegna dei beni, le responabilit&#224; dei fornitori ed altro ancora&#160; che entrer&#224;&#160;in vigore nel&#160;2014. Perch&#233;&#160;?&#160;Che senso ha creare un regime&#160;di contratti di vendita online&#160;parallelo&#160;alle norme comunitarie esistenti.&#160;La proposta di un contratto standard opzionale nella migliore delle ipotesi creer&#224;&#160;pi&#249; confusione sulla legge applicabile e si s&#224; che l&#039;incertezza frena sia l&#039;impresa che il consumatore. Per&#160;il rilancio e&#160;lo svilupppo del&#160;mercato interno abbiamo bisogno altro. Dobbiamo&#160;superare&#160;barriere culturali, come la lingua o l&#039;alfabetizzazione digitale, o ancora superare ostacoli tecnici come i sistemi di pagamento elettronici e l&#039;accesso alla banda larga, o ancora politici, come l&#039;armonizzazione fiscale e la certezza del risarcimento&#160;in caso qualcosa vada storto. Di questo i cittadini europei hanno&#160;bisogno per tornare a credere nell&#039;Europa, non di nuovi modelli di contratto, per di pi&#249; opzionali.
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		<content:encoded><![CDATA[<p>	Perch&eacute; on Berlinguer? Si, la domanda che&nbsp;pongo al legislatore &egrave; proprio perch&egrave;,&nbsp;a cosa e a chi serve uno strumento opzionale?&nbsp;Non certo ad avere regole uniformi per&nbsp;le comprovendite nel&nbsp;mercato interno, perch&eacute; per questo c&#039;&egrave; gi&agrave; una direttiva sui diritti dei consumatori 83/2011 che armonizzer&agrave; aspetti chiave per&nbsp;i contratti a distanza sul diritto di recesso, l&#039;informativa pre-contrattuale, la consegna dei beni, le responabilit&agrave; dei fornitori ed altro ancora&nbsp; che entrer&agrave;&nbsp;in vigore nel&nbsp;2014. Perch&eacute;&nbsp;?&nbsp;Che senso ha creare un regime&nbsp;di contratti di vendita online&nbsp;parallelo&nbsp;alle norme comunitarie esistenti.&nbsp;La proposta di un contratto standard opzionale nella migliore delle ipotesi creer&agrave;&nbsp;pi&ugrave; confusione sulla legge applicabile e si s&agrave; che l&#039;incertezza frena sia l&#039;impresa che il consumatore. Per&nbsp;il rilancio e&nbsp;lo svilupppo del&nbsp;mercato interno abbiamo bisogno altro. Dobbiamo&nbsp;superare&nbsp;barriere culturali, come la lingua o l&#039;alfabetizzazione digitale, o ancora superare ostacoli tecnici come i sistemi di pagamento elettronici e l&#039;accesso alla banda larga, o ancora politici, come l&#039;armonizzazione fiscale e la certezza del risarcimento&nbsp;in caso qualcosa vada storto. Di questo i cittadini europei hanno&nbsp;bisogno per tornare a credere nell&#039;Europa, non di nuovi modelli di contratto, per di pi&ugrave; opzionali.</p>
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